5 consigli utili per diventare un pro gamer

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Essere pagati per giocare con i videogiochi è il sogno che ha accompagnato tanti bambini, a partire dai Millennials e ormai da qualche anno è diventato realtà. A favorirlo è un mercato in continua crescita. Nel 2020, complice anche il lockdown planetario, il segmento che comprende hardware, accessori, giochi e servizi è cresciuto del 19% su base annua. Con un giro d’affari che sfiora i 54 miliardi di dollari, va da sé che c’è spazio un po’ per tutti, anche semplicemente per chi si limita a giocare. A condizione di “farlo bene”, diventando a propria volta una sorta di asset. Ma cos’è un pro gamer e quali sono i passi da seguire per diventare videogiocatori professionisti? Vediamolo insieme.

Piattaforme e dispositivi per diventare un pro gamer

In origine era YouTube, oggi è soprattutto Twitch. Quest’ultima è la piattaforma per gaming d’elezione, concepita proprio con l’obiettivo di condividere con gli altri utenti le proprie attività da gamer. 

Cosa si intende per gaming online? Questa attività consiste nel giocare a videogiochi, servendosi di una buona rete internet, da soli o in connessione con altri giocatori. 

I dispositivi che possono essere utilizzati sono diversi: dal personal computer, alla X-BOX fino alla più celebre PlayStation. Il gaming online non esclude, tuttavia, qualsiasi altro tipo di dispositivo, come ad esempio lo smartphone o il tablet. Tra i più giovani, infatti, sono questi i device con cui si inizia a familiarizzare con l’argomento. 

Come diventare un gamer professionista in 5 passi

Per farsi notare e condividere le proprie attività con altri utenti, è basilare creare un proprio account (o profilo gaming). Molto spesso si è portati ad associare i gamer professionisti esclusivamente agli eSports. Complice anche la diffusione massiccia degli incontri (specialmente di calcio) di questo settore. Tuttavia i gamer professionisti possono dedicarsi a qualsiasi tipo di videogioco. Ad esempio quelli di azione vanno per la maggiore e, come forma di intrattenimento per chi guarda, garantiscono una durata più lunga. 

Un pro gamer può guadagnare dalle poche centinaia fino a migliaia di euro al mese, ne consegue che la concorrenza è elevata e che quello che può sembrare un gioco va preso necessariamente come un autentico lavoro.

Ma come si diventa gamer professionisti? Ecco gli steps fondamentali.

1. Scegliere il videogioco giusto

Ti stai chiedendo come diventare Youtuber gamer o vuoi aprire il tuo canale Twitch? Allora è il momento di fare una scelta. Non tutti i videogiochi sono alla portata di tutti. O meglio, non si è portati verso tutti i videogiochi allo stesso modo, soprattutto se si vuole diventare professionisti del genere. Il consiglio è quello di individuare un videogioco più adatto alle proprie capacità

Si può optare per una nicchia oppure per un settore già consolidato. 

  • Il vantaggio di scegliere un settore già consolidato consiste nella possibilità di misurarsi con videogiochi che sostengono già il gaming professionistico. 
  • Se, invece, si vira verso qualcosa di ancora inesplorato, si avrà il vantaggio di poter partire con un certo anticipo rispetto a tanti altri. Di contro, però, non si può avere la certezza che il gioco in questione diventerà adatto al gaming professionistico. Con il corollario di una mancata monetizzazione a fronte di un impegno massiccio.

2. Allenarsi senza eccessi

L’allenamento è alla base del successo. Più che le ore che si passano davanti alla console, però, conta il metodo. Guai a confondere il gamer professionista con il nerd che trascorre l’intera giornata davanti allo schermo. Un pro gamer è infatti una persona che sa gestire il proprio allenamento. Cosa significa? Che bisogna sapersi allenare il giusto, ovvero quando la soglia della concentrazione è massima. L’allenamento davanti allo schermo, inoltre, è soltanto una parte del lavoro da svolgere. A questo bisognerà abbinare altre attività, che tengano allenate la mente e il corpo. Un gamer è, nella stragrande maggioranza dei casi, un ragazzo giovane. Per questo motivo non può (né deve) permettersi di trascurare i suoi obblighi (scolastici, in primis) e i suoi interessi.

3. Fare la vita del gamer

Quanto spesso abbiamo sentito questa frase associata agli sportivi? La famigerata regola del “no pain, no gain”, altro non è che il corretto bilanciamento tra vita privata e lavorativa. Se si vuole fare del gaming la propria professione, allora bisogna essere pronti a rinunciare a qualche eccesso. Proprio perché si tratta, per l’appunto, di una professione. La concorrenza è elevata e restare sulla cresta dell’onda non è un’impresa semplice. Ecco perché allenarsi con costanza, seguire tutorial e aggiornarsi costantemente fanno la differenza. Fare la vita del gamer significa evitare gli eccessi, avere costanza e fissare l’obiettivo davanti a sé. Provando a centrarlo con pratica e, soprattutto, con un confronto costante con gli avversari che sia anche fonte di un proficuo scambio reciproco.

4. Partecipare ai tornei

Dall’offline all’online il passo è breve. Per diventare pro gamer bisogna essere pronti a gettarsi nella mischia e a scalare le classifiche. Essere tra i migliori giocatori porta fama e, più di ogni altra cosa, visibilità. Un pro gamer non è infatti altro che uno dei migliori videogiocatori di un server di giochi. Essere tra i primi equivale a farsi vedere e a provare a strappare un contratto. Per iniziare online bisogna aderire alle leghe nazionali, che costituiscono il primo passo verso la celebrità. Senza dimenticare di vivere adeguatamente la community e di sfidare sempre gli altri utenti. Questo non è solo un modo per farsi conoscere, ma anche per valutare oggettivamente i propri progressi.

5. Influencer: perché no?

Chi l’ha detto che cercare un appoggio negli influencer corrisponda a una perdita di tempo? Dopo essersi fatti notare e aver potenziato adeguatamente la propria attrezzatura, potrebbe essere giunto il momento di chiedere un aiuto. In questo caso non c’è niente di meglio degli influencer che spopolano sulle piattaforme di gaming, Twitch in primis. In tal senso i Twitch Rivals hanno permesso ad alcuni streamer minori di diventare veri e propri gamers. Questo perché la ricerca degli scout passa anche da qui e farsi notare in una competizione aperta può rappresentare l’occasione di una vita. 

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