YouTube Music rilasciata negli USA: disponibile per iOS e Android

0312#NewsDalMondo

Nel campo dello streaming musicale il confronto tra Spotify e i colossi digitali Google e Apple si fa sempre più serrato. Soprattutto ora che Google ha lanciato in USA YouTube Music, app per iOS e Android che sfida apertamente Spotify e Apple Music sul loro stesso terreno.

Ci siamo quindi: a poco meno di un mese di distanza dalla presentazione di YouTube Red, servizio di streaming in abbonamento che a 9,99 dollari al mese permette di godere di tutti i video – non solo musicali – di YouTube senza annunci, di guardarli offline e di lasciarli andare in background, la nuova app di Google dedicata esclusivamente allo streaming dei video musicali, YouTube Music, fa il suo ingresso su Play Store e App Store.

E proprio come i suoi rivali, Spotify e Apple Music, YouTube Music prevede una versione free, limitata ad alcune feature e funzionale alla diffusione dell’app, ed una versione premium in abbonamento, sottoscrivendo il quale si avrà accesso a tutte le funzionalità dell’app. Ma entriamo nel dettaglio per capire cosa offrono esattamente le due versioni.

Innanzitutto, come dicevamo, al momento YouTube Music è disponibile solo sul mercato statunitense, e per chi intenda attivare il servizio di streaming musicale è previsto un periodo di prova premium di 14 giorni, al termine del quale il costo per il mantenimento dell’accesso completo sarà di 9,99 dollari al mese – lo stesso previsto, del resto, dagli altri servizi di musica in streaming presenti sul mercato.

Da sottolineare il fatto che il pagamento della fee mensile dà accesso anche a YouTube Red. Ovviamente vale anche il contrario: chi è già membro di YouTube Red ha automaticamente accesso alla versione premium di YouTube Music. E l’abbonamento a YouTube Red a sua volta include quello a Google Play Music All Access. In definitiva si tratta di ben tre servizi al prezzo di uno.

Sottoscrivendo l’abbonamento premium, l’utente ha a disposizione tutto il catalogo dei video musicali di YouTube – il che significa che la ricerca di video produce solo risultati relativi al mondo della musica – con cui può creare le sue playlist. I video musicali sono fruibili senza interruzioni pubblicitarie e i brani possono essere salvati per essere ascoltati offline in un secondo momento.

Inoltre l’app può essere usata in background: i brani possono essere riprodotti anche mentre si usano altre app o il dispositivo è in stand-by, cioè si può scegliere di ascoltare solo l’audio dei video musicali a schermo spento.

Senza abbonamento l’utente ha comunque accesso all’intero catalogo musicale multimediale – che comprende oltre 30 milioni di video tra concerti, registrazioni live, video ufficiali, album completi, remix e cover – ma può ascoltare solo musica in streaming: ciò significa che la riproduzione dei video è interrotta dagli spot pubblicitari, non è prevista la possibilità di ascoltare solo audio a schermo spento e tantomeno salvare i brani per l’ascolto offline.

L’interfaccia d’accesso al catalogo musicale di YouTube è stata completamente ripensata. YouTube Music è divisa infatti in tre sezioni: il primo tab è quello della Home, che include le stazioni create in base ai gusti dell’utente e alle sue playlist; il secondo tab, What’s Hot, contiene le hit del momento, cioè i brani che stanno riscuotendo maggior successo tra il pubblico, e le più recenti release, per essere sempre aggiornati in tema; il terzo, infine, raccoglie le Liked Songs, ossia i video musicali cui l’utente ha assegnato un like in precedenza.

YouTube Music è inoltre compatibile con Chromecast, quindi i video possono essere riprodotti sul comodamente sullo schermo del televisore per una fruizione ancora più soddisfacente della propria musica preferita.

In Italia bisognerà aspettare ancora un po’ prima di poter sperimentare questo nuovo modo di scoprire, guardare ed ascoltare musica. Nel frattempo non resta che chiedersi se, con questa nuova release Google riuscirà nel suo intento: agganciare prima i 15 milioni di utenti di Apple Music (di cui quasi la metà sono passati alla versione premium) e poi puntare ai 20 milioni di sottoscrittori premium di Spotify (circa un quarto del totale).

 

Tags: ,




Back to Top ↑